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  • davideloperfido97

Lucci, fossi e canali: l'alternativa invernale

Dicembre. La riproduzione delle trote è entrata nella sua fase più delicata e gran parte dei pescatori attende pazientemente marzo per bagnare nuovamente artificiali e mosche, la primavera porterà sicuramente le condizioni idonee per tornare a cacciare trote fario, marmorate e temoli. La pesca nei laghi ai predatori, visto il gran freddo, è sicuramente difficile dato che troveremo lucci e persici sprofondare dietro ai grandi banchi di scardole, alborelle e pesce foraggio: a meno che non si disponga di un natante e di due grandi boe tra le gambe per affrontare il gelo, le condizioni spinte e i numerosi cappotti è forse meglio spostare la propria attenzione su altre tipologie di acque.



Pescatori lungo canale


Di passare la domenica in laghetti sportivi imbottiti di trote pollo rallentate e senza pinne non va a nessuno, sicuramente non a noi di Water Whisperers né a chi nella pesca oltre alla cattura e allo sbattere in padella le proprie catture cerca la sintonia con l'ambiente e la ricerca del pesce selvatico qualunque la taglia sia.


Nella regioni limitrofe alla nostra come Veneto e Lombardia esiste un'abbondante varietà di acque minori e canali di piccole dimensioni che catturano l'attenzione di una buona porzione dei pescatori locali: una serie di piccole acque in stile "polder" olandese che ospitano, a dispetto delle dimensioni e della portata d'acqua contenuta, una buona varietà di specie ittiche e animali.

Anche da noi esiste, seppur in forma ridotta, qualche canale e corso d'acqua minore che presenta queste caratteristiche nonostante il Trentino - Alto Adige sia votato morfologicamente e culturalmente alla pesca della trota in limpidi torrenti montani o alla caccia a persici in laghi profondi e limpidi.

Carpe, tinche, cavedani, barbi e scardole ma anche lucci (anche di dimensioni importanti) e persici sono le specie che popolano questa tipologia di acque ed è quindi possibile sbizzarrirsi con più di una tecnica di pesca.


Andremo a vedere in questo articolo nel dettaglio la pesca al luccio in questi piccoli ambienti: come approcciarsi in termini di attrezzatura, spot e azione di pesca.


Il luccio: il re delle piccole acque


Immaginatevi questa situazione: un canale che si dilunga lento in pianura con una profondità contenuta, una leggera corrente costante che vede costretta la fauna ittica ad alimentarsi durante tutte le stagioni e un'abbondante quantità di alghe ed erbai.

Quale migliore spot per cercare il predatore per eccellenza?


Partiamo però da un presupposto: il freddo invernale.

Nonostante l'acqua si mantenga sempre in movimento e non arrivi mai a ghiacciarsi come accade con le acque ferme, i mesi invernali sono per i pesci e per gli animali in generale quelli più duri da affrontare ed anche il luccio concentra i suoi momenti di attività su brevi frangenti.

A mio avviso la scelta più importante quando si vuole incocciare il pesce di taglia è lo spot, le aree di pesca in cui andremo a concentrare la maggior parte dei nostri lanci.


Quali possono essere i punti focali dove potrebbe nascondersi il nostro amico esocide?


Un fosso o un canale potrebbe per molti tratti mantenere le stesse caratteristiche e morfologia per quanto riguarda profondità, velocità dell'acqua e quantità di erbai/ostacoli naturali o artificiali.

E' importante, specie nei mesi più freddi ed in presenza di particolari condizioni climatiche capire quali sono i punti più propizi.


  • Rallentamenti e/o salti di profondità dovuti a curva o anse: Una curva netta sul corso d'acqua potrebbe comportare un successivo rallentamento della corrente o un salto di profondità netto.

Pescatore a caccia di lucci nel canale

  • Ponti o piloni artificiali: In presenza di un ponte è sempre bene fermarsi a fare due lanci, ed anche più. Quando vivevo in Olanda all'Aia, classica città olandese ben fornita di canali con lucci, perca e persici, i pescatori locali insistevano particolarmente battendo imperterriti i ponti o le strutture artificiali che creavano in qualche modo un punto promettente. Non dimentichiamoci che il luccio ama le zone d'ombra ed anche scardole e cavedani potrebbero sostare in queste zone attirando l'attenzione di qualche coccodrillo.


  • Canneti, alberi in acqua e piante emerse: Non sempre occorre concentrare la nostra attenzione sui punti più profondi e centrali del canale, spesso i pesci più belli potrebbero essere a pochi centimetri dalla riva, al riparo di qualche canneto o erbaio affiorante, dove la corrente arriva ad essere quasi ferma e si crea un potenziale punto cieco che favorisce il luccio nell'attacco della preda.

Pescatore vicino al ponte in pesca di lucci

Una volta individuate le aree potenzialmente più pescose è ora di spostare la nostra attenzione su attrezzatura e approccio di pesca.


Attrezzatura e approccio di pesca


La regola numero uno in questi ambienti per quanto riguarda l'azione di pesca è la mobilità.

Insistere nelle aree che ci sembrano propizie e dove sappiamo esserci pesce è sicuramente un'ottima strategia, ma incaponirsi nel martellare ore ed ore lo stesso punto del canale potrebbe non sempre rivelarsi il metodo migliore per fare delle catture, specie in questa stagione.

Luccio pescato nel canale

Importante quindi viaggiare leggeri: canna, guadino di dimensioni adeguate ma non necessariamente enorme (piuttosto, comodo un manico telescopico per le catture nei punti più "impervi") e zaino o borsa che possa contenere pinza, apribocca e una manciata di esche artificiali.


Effettuare lanci trasversali alla sponda, sia a monte che a valle a seconda della spinta d'acqua presente: la stessa corrente gioca un ruolo fondamentale nella scelta delle esche: potrebbe con acqua forte e sostenuta entrare in gioco un fastidioso "dragaggio" simile a quello della pesca a mosca, che renderebbe poco naturale la nostra presentazione.

Le esche che utilizzo solitamente durante questa stagione sono poche e si contano sulle dita di una mano: jerk, grossi streamer appena piombati, swimbait in colorazioni sia naturali che artificiali e ogni tanto qualche grosso topo o comunque esche con un'azione molto sinuosa e recuperabili il più lentamente possibile. Il luccio spesso segue l'esca fino ai nostri piedi, e se la presentazione non è ottimale difficilmente abboccherà!


Importante poi ricordare che spesso i pesci presenti sono molto battuti ed abituati a vedere esche di ogni genere: in giornate dove i lucci sembrano essere non intenzionati a mangiare utilizzare un'esca diversa dal solito o recuperi bizzarri potrebbero essere la svolta, anche con pesci di dimensioni inaspettate.


I cappotti sono all'ordine del giorno specie durante il freddo inverno trentino, ricordiamoci che la costanza paga sempre e che la mangiata del luccio potrebbe sempre accadere il lancio successivo, scaldandoci le mani e facendoci battere il cuore come solo questi pesci sanno fare..

See you on the banks!


Canale invernale


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