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  • Filippo Egenter

Pesca a mosca in alta quota: tecniche e consigli per ambienti alpini




Cimentarsi nella pesca a mosca in ambienti alpini può, se equipaggiati con la giusta attrezzatura, regalare delle emozioni difficilmente dimenticabili. Unire la soddisfazione della cattura di uno splendido pesce a quella di aver raggiunto una cima con una vista mozzafiato rappresenta indubbiamente l'apice di una giornata di pesca.

Addentrarsi in profumate valli, seguire piccoli torrenti, rii, sfidare grandi e piccoli specchi d'acqua a diverse centinaia di metri sopra il livello del mare amplifica la concezione dello spazio e del tempo rendendo magico ogni singolo movimento.


Ci sono però, come in tutti i contesti e tipi di pesca degli aspetti di non secondaria importanza da tenere a mente.

L’obiettivo di questa breve guida è proprio quello di analizzarne alcuni.


1. Preparare la propria attrezzatura ed il proprio zaino

Una volta decisa la destinazione della battuta di pesca, aver consultato eventuali guide e siti online, deciso il tragitto e recuperato il permesso per la zona interessata dobbiamo preoccuparci di preparare con la giusta attenzione tutta l'attrezzatura necessaria.

La pesca in alta quota richiede una buona conoscenza non solo della morfologia del territorio e delle diverse specie di animali che potremmo incontrare ma anche e soprattutto del fattore meteo.

Con il tempo, in montagna, non bisogna mai scherzare... questo è sicuramente uno dei primi insegnamenti che vengono tramandati di generazione in generazione ed è molto probabilmente il più vero e fondato consiglio che, chiunque si sia imbattuto in un temporale di montagna, vorrebbe consegnare agli avventurieri.

A proposito di temporali, forti acquazzoni, tuoni e fulmini, c'è un materiale tanto caro a noi pescatori che, quando il cielo inizia ad ingrigirsi, faremmo meglio a nascondere nello zaino: il carbonio! Questo materiale, tanto leggero quanto resistente è utilizzato per la costruzione della stragrande maggioranza delle canne che quotidianamente utilizziamo per soddisfare la nostra passione ma in ambienti alpini si trasforma in un pericolosissimo attrattore di fulmini.

Lo zaino, nostro fedele compagno di avventure, per quanto poco ingombrante e pesante deve contenere tutto il necessario (anche la canna in caso di temporale appunto) per affrontare la giornata, specialmente se si pianifica di camminare parecchio prima di raggiungere la meta desiderata. Oltre alle esche, al filo in fluorocarbon, ai mulinelli secondari ed ai preziosi viveri, nelle tasche del nostro zaino è sempre consigliato inserire:

  • Un piccolo kit di pronto soccorso con qualche cerotto, una pinzetta e del disinfettante.

  • Degli indumenti di ricambio, specialmente calze e maglietta. Quando si raggiunge un laghetto alpino dopo una faticosa camminata è molto probabile essere sudati e cambiarsi alcuni indumenti prima di iniziare è una saggia usanza.

  • Occhiali da sole preferibilmente polarizzati. Il trattamento riservato a questo particolare tipo di lenti ha come obiettivo quello di permettere a chi li indossa di neutralizzare il riflesso della luce del sole su acqua, neve o superfici solide. La polarizzazione aiuta notevolmente il pescatore nel seguire la propria esca sull'acqua ed i pesci sotto il livello dell'acqua.

  • Coltellino con utensili vari. Il coltellino può essere utilizzato in molteplici occasioni e se comprende anche altri strumenti come una piccola sega, una forbice e un apribottiglie la sua utilità aumenta esponenzialmente.

2. L’arte di preparare le esche perfette

I rii di montagna sono assai meno esposti a battute di pesca ed intrusioni di vario genere. Contrariamente ad altri corsi d’acqua più frequentati, infatti, è di estrema importanza dedicare una particolare attenzione alla tipologia e composizione della esca utilizzata. L’esca è per eccellenza il più immediato punto di contatto tra il pesce ed il pescatore e proprio per questo motivo utilizzare delle mosche che ripropongano in modo quanto più fedele possibile insetti e piccole creature riconducibili al luogo in cui si pesca può essere il fattore determinante. Analizzare l’ambiente limitrofo al corso o allo specchio d’acqua e capire quali tipi di insetti o effimere popolino tali luoghi si può trasformare in un grande vantaggio al fine di proporre al pesce un esca difficilmente ignorabile.

Una tecnica indubbiamente remunerativa in termini di catture è sicuramente quella di utilizzare, per la costruzione a casa delle proprie mosche, materiale recuperato proprio sul luogo in cui andremmo a pescare come piccole ciocche di pelo e piume. Questo, ovviamente, implica l'aver visitato in precedenza il posto ed aver prestato la giusta attenzione ai diversi fattori sopracitati.

A questo proposito mi risulta impossibile non proporre un bellissimo cortometraggio realizzato da niente di meno che Patagonia nel quale Yvon Chouinard, fondatore del famoso marchio, intervista e trascorre del tempo con quello che lui stesso definisce il pescatore completo.


3. Studiare e comprendere il movimento del pesce

Ogni tipo di pesca, che essa sia nei grandi laghi, nei mari o nei torrenti di montagna implica l'utilizzo di tecniche in alcuni casi radicalmente diverse. I diversi ambienti ci costringono a degli approcci diversi: se la pesca nei laghi è spesso redditizia se si fa della sedentarietà una caratteristica, l'esatto contrario avviene nei laghetti, nei rii e torrenti montani.

I pesci che abitano questi ambienti, specialmente nei pochi mesi in cui i laghi non sono coperti dal ghiaccio, si muovono freneticamente e sono alla costante ricerca di cibo e cercano quindi di approfittare dello scioglimento per rimpinguarsi a dovere. Comprendere le abitudini e gli spostamenti della trota o del salmerino (altro pesce estremamente nobile che stanzia a quote elevate) è fondamentale e un prezioso consiglio è quello di lanciare la propria esca muovendola in modo più naturale possibile in punti in cui sembra che la corrente convogli la maggior parte di alimenti o in punti un po' più tranquilli in cui il numero di insetti sembra essere maggiore.


4. Rispetta tutto ciò che ti circonda

L'ultimo punto di questa lista, ma non di certo per importanza, è l'obbligatorio rispetto incondizionato per l'ambiente, la flora e specialmente la ricchissima fauna che popola la montagna da molto prima del nostro arrivo. La montagna come tutti gli altri ambienti vive grazie ad un delicatissimo equilibrio fatto di interazioni tra grandi e piccoli esseri viventi. Non è per nulla difficile, infatti, imbattersi in incontri del tutto casuali con diverse specie di uccelli, come i galli cedroni, piuttosto che piccoli mammiferi come scoiattoli o marmotte o specie decisamente più grandi come camosci e caprioli (se si è silenziosi e fortunati si potrebbe scorgere anche qualche magnifico esemplare di cervo). Anche le pozze d'acqua pullulano di vita, dai più fastidiosi ma indispensabili insetti alle rane che nei primi mesi dell'anno depongono le fragili uova in grandi ammassi gelatinosi.

Ammasso di uova di rana al lago delle Buse
Ammasso di uova di rana - lago montano 2050 m.s.l.m

La loro sopravvivenza e il loro quieto vivere non deve essere condizionata o peggio ancora ostacolata dai comportamenti di nessuno, neanche di noi pescatori che, seppur per poco tempo, diventiamo ospiti.

Per preservare il fascino della pesca in alta quota ma più in generale per salvaguardare questi ecosistemi così selvaggi e stimolanti è bene adottare alcune pratiche, quali ad esempio, il fatto di non accendere fuochi se non per estrema necessità o emergenza oppure l’impegno nel raccogliere tutti i proprio rifiuti indipendentemente dal materiale e portarli a valle per poi gettarli negli appositi bidoni.

La pesca no kill in montagna, oltre ad essere indispensabile per preservare le specie e non alterare l’equilibrio che permette la vita sulle cime è anche un metodo per siglare un rapporto ancora più intenso e di rispetto nei confronti della natura.


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